Microbioma endometriale

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Microbioma endometriale

La cavità uterina, a lungo considerata un ambiente sterile, ospita in realtà un genere microbico specifico e specializzato: il microbioma endometriale. Questo microambiente svolge un ruolo biologico determinante nella fisiologia della riproduzione, influenzando in modo diretto la ricettività dell’endometrio (il tessuto mucoso che riveste internamente l’utero) e i successivi processi di annidamento dell’embrione.

Lo stato di eubiosi, caratterizzato da una dominanza della flora lattobacillare, garantisce le condizioni omeostatiche necessarie per il successo riproduttivo. Al contrario, l’alterazione di questo equilibrio (disbiosi endometriale) favorisce l’insorgenza di endometriti croniche subcliniche — spesso asintomatiche — che rappresentano una delle cause principali di fallimento d’impianto embrionale, infertilità idiopatica e poliabortività. L’analisi molecolare del microbioma endometriale si configura quindi come un esame predittivo di elezione nei protocolli preconcezionali e nei percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

Al fine di strutturare un quadro diagnostico riproduttivo completo e integrato, si raccomanda l’abbinamento del test con la valutazione dei seguenti parametri ematochimici:

  1. Profilo Ormonale (Estradiolo e Progesterone): monitoraggio endocrino essenziale per valutare la corretta sincronizzazione e maturazione del tessuto endometriale durante la finestra di impianto.
  2. Proteina C Reattiva (PCR): indicatore sistemico fondamentale per escludere o rilevare processi flogistici latenti a carico dell’apparato genitale.
  3. Dosaggio della Vitamina D: analizzato per il suo comprovato valore immunomodulatore, determinante nel favorire la tolleranza immunitaria materna verso l’embrione e nel sostenere le prime fasi della gestazione.