La prima manifestazione clinica della Parodontite, osservabile direttamente dal paziente, è in genere il sanguinamento gengivale spontaneo o allo spazzolamento.
La perdita volumetrica delle papille, la recessione gengivale, un cambiamento, anche se lento e modesto, di posizione dei denti sono segni di Parodontite di media gravità.
Una maggiore velocità di spostamento dei denti, con mobilità percepita dal paziente come anomala, e l’apertura repentina di spazi interdentali (diastemi) fino allo sventagliamento degli elementi frontali sono indice di riacutizzazione della malattia con passaggio ad una fase avanzata.
All’esame obiettivo del cavo orale si possono osservare lesioni (tasche) di varia profondità in più siti. Ci può essere sanguinamento al sondaggio, e talora essudazione sieropurulenta.
L’assenza di una efficace terapia o la presenza di una patologia refrattaria (che rappresenta circa il 6% dei casi) porta inevitabilmente alla perdita degli elementi colpiti.
L’assenza di una corretta diagnosi in fase precoce della malattia parodontale produce quindi, oltre a danni anatomici e funzionali, anche importanti danni estetici spesso di difficile o impossibile risoluzione.
Un mancato trattamento della Parodontite in fase precoce aumenta esponenzialmente la necessità di eseguire terapie più invasive e costose, come quelle implantoprotesiche, e di conseguenza incrementa il costo biologico ed economico per il paziente.