Integratore Bone Helper D3

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L’alleato quotidiano per l’assunzione di vitamina D3

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Bone Helper D3 è l’integratore di vitamina D essenziale per il corretto accrescimento e per il mantenimento di una buona mineralizzazione dello scheletro grazie alla regolazione dell’omeostasi del calcio e del fosforo. L’assunzione regolare di vitamina D, nella dose di almeno 800 UI al giorno, può ridurre il rischio di cadute e fratture nei pazienti anziani sofferenti di osteoporosi.

Bone Helper D3 nasce per fornire l’adeguato apporto di vitamina D specialmente nei periodi dell’anno in cui l’esposizione regolare al sole non è possibile, in casi specifici in cui questa non è consigliata, o in condizioni particolari che riducono in modo significativo le attività all’aperto.

Ricordiamo che la vitamina D è fondamentale nel mantenimento del buono stato di salute dell’intero organismo. Non soltanto regola l’espressione di centinaia di geni coinvolti nel funzionamento delle ossa e di molti altri organi e sistemi, ma è anche fondamentale nel regolare il buon funzionamento del sistema immunitario, endocrino e cardiovascolare. Quando la vitamina D non può essere assimilata attraverso l’esposizione quotidiana al sole, è necessario affidarsi a integratori evoluti, in grado di contrastare efficacemente episodi di carenza o deficienza vitaminica.

Bone Helper D3 è stato formulato proprio per questo.

Per chi è indicato

Assunto quotidianamente, Bone Helper D3 è un alleato prezioso sia nel mantenimento in buona salute dell’apparato osteoarticolare che nel supporto a numerose condizioni e nella prevenzione di patologie anche molto diverse tra loro.

È infatti importante ricordare che la vitamina D:

  • Gioca un ruolo importante nella crescita e nella differenziazione della maggioranza delle cellule del nostro organismo. Studi osservazionali hanno riscontrato l’associazione tra una carenza di vitamina D e l’aumento di rischio oncologico per il tumore del colon-retto e del seno.
  • Può limitare il declino cognitivo e la progressione di alcune patologie neurodegenerative.
  • Può migliorare le gestione di psoriasi e dermatite atopica.
  • Può contribuire a una migliore gestione del Morbo di Crohn.

Non solo: studi osservazionali hanno riportato una correlazione inversa tra i bassi livelli plasmatici di vitamina D e la suscettibilità o severità di molte malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico. Al contempo, una carenza di vitamina D in gravidanza può generare effetti negativi sia per la mamma che per il bambino.

L’associazione di Bone Helper D3 con Bone Promoter e Bone Helper K2 consente al medico di ottimizzare i rapporti reciproci qualora lo ritenga opportuno per il trattamento di gravi e documentati stati carenziali.

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