L’ambiente domestico influenza la salute orale?

L’ambiente domestico potrebbe influenzare la salute della bocca? O, più precisamente, l’ambiente domestico potrebbe influenzare i microbi a svolgere un ruolo importante in questo senso? Secondo i ricercatori di un recente studio condotto nel Regno Unito, la risposta è sì.

Nello specifico, il team di ricerca ha scoperto che le prime influenze dell’ambiente domestico sono molto più significative nel processo di formazione del microbioma salivare rispetto ai fattori genetici. Per correttezza, ricordiamo che il microbioma salivare può essere definito come il gruppo di organismi che determina sia la salute orale che quella globale.

Un esempio particolarmente efficace di questo genere di influenza è, secondo il dottor Adam P. Roberts, esperto in chemioterapia e resistenza antimicrobica presso la Liverpool School of Tropical Medicine, quello rappresentato dalla parodontite associata al microbioma alterato.

“Una volta capito che tutti i componenti del microbioma sono responsabili della salute, il nostro comportamento quotidiano potrebbe cambiare in loro favore”.

Lo studio, che è stato condotto presso l’UCL Eastman Dental Institute di Londra, aveva lo scopo di individuare la costituzione del microbioma salivare e di comprendere quali fattori siano effettivamente responsabili del biotipo dei batteri orali. I ricercatori hanno dunque condotto studi specifici su un campione di soggetti consanguinei, analizzandone un campione unico di DNA e saliva. Una caratteristica del gruppo di persone analizzato è che vivevano in varie famiglie distribuite in quattro città e in tre continenti diversi, pur avendo stili di vita comuni e diete culturali (si trattava di ebrei ultra-ortodossi) comuni che influenzavano diverse abitudini comportamentali, rendendole simili a dispetto della lontananza geografica. I ricercatori hanno sequenziato le alterazioni batteriche del DNA presenti nei campioni di saliva di 157 membri della famiglia e ulteriori 27 campioni di controllo provenienti da persone appartenenti alla medesima cultura ma non imparentati tra loro.

I risultati hanno evidenziato che il microbioma salivare di base era costituito da batteri di Streptococcus, Rothia, Neisseria e Prevotella genera e, secondo Shaw, è emerso chiaramente che “il contatto e la condivisione dei microbi nell’ambiente più prossimo determina le differenze tra gli individui”.

È interessante notare che, al fine di comprendere le eventuali differenze trainanti a livello delle specie batteriche, il team di ricerca ha utilizzato i metodi statistici normalmente adottati dall’ecologia, di solito ideali per determinare quali fattori portino a specifiche variazioni. Fattori comuni quali la famiglia, la città, l’età e la correlazione genetica andavano di pari passo con la certezza che il fattore determinante in una popolazione biologica “batteriologicamente simile” fosse l’aspetto familiare. È stato inoltre riscontrato che le coppie sposate, i genitori e i bambini sotto i dieci anni che vivevano nella stessa famiglia presentavano il microbiota salivare più simile.

In pratica, lo studio dimostrerebbe che gli ambienti condivisi durante la fase della crescita svolgerebbero un ruolo particolarmente importante nella determinazione della comunità di batteri che compongono la flora microbica orale: pertanto, è possibile che la condivisione dello stesso ambiente condizioni la crescita del microbioma individuale e, pertanto, questo potrebbe essere regolato.

Lo studio, che si intitola “Il microbioma salivare umano e indotto dall’ambiente familiare condiviso in modo superiore alla genetica stessa: le evidenze da una grande famiglia di persone strettamente imparentate tra di loro”, è stato pubblicato nel settembre 2017 su mBio, una rivista a cura dell’American Society for Microbiology.

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